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Borghi delle Marche: una bellezza tutta italiana

montefiore-dell-asoI borghi delle Marche rientrano tra i tanti motivi per cui vale la pena di organizzare un viaggio in questa regione: in un territorio che si sviluppa dai monti al mare, tanto variegato quanto suggestivo, è realmente un piacere perdersi tra i vicoli e i sentieri di centri abitati risalenti al Medio Evo. Un borgo altamente pittoresco è, per esempio, quello di Montefiore dell’Aso, che permette di osservare dalla splendida terrazza panoramica del Belvedere de Carolis il paesaggio circostante. Entrando nel centro storico attraverso la Porta Aspromonte, ci si imbatte nella Collegiata di Santa Lucia, per poi camminare in direzione della Chiesa di San Francesco, che accoglie il Nuovo Polo Museale omonimo.

Tra i borghi delle Marche più suggestivi c’è anche quello di Mondolfo: in questo caso l’attrazione più importante può essere individuata in palazzo Peruzzi, a cui si arriva passando per il varco di Porta Fanestra. Lungo i camminamenti che si dipanano in corrispondenza delle mura è facile giungere al belvedere, mentre dagli spalti della prima cerchia muraria si può osservare il panorama che dà sulle vallate e sulla campagna. Molto importante, sia dal punto di vista storico che dal punto di vista artistico, è il Bastione di Sant’Anna, che ovviamente ora non svolge più la funzione militare di un tempo ma è stato convertito in un giardino all’italiana, in cui spiccano rose gialle e rosse e siepi in bosso. A un chilometro di distanza da questo borgo c’è, poi, il convento di San Sebastiano, costruito nel XVIII secolo.

Il borgo antico di Grottammare e gli altri…

Chi è in cerca di un hotel nelle Marche può trovare una vasta gamma di opzioni in quel di Grottammare: si tratta di una località balneare che, però, è caratterizzata anche dalla presenza di un piacevole borgo antico. La lista di borghi da segnare in agenda per un tour turistico completo include anche quello di Mondavio, che è celebre per il Teatro Apollo – tanto piccolo quanto prezioso – e per la rocca, ma merita di essere citato pure il borgo di Gradara, che è entrato nell’immaginario collettivo grazie a Dante Alighieri (e non solo): questo, infatti, è il borgo di Paolo e Francesca, i due sventurati protagonisti di una storia d’amore che il Sommo Poeta immagina di trovare all’Inferno (“Amor ch’a nullo amato amar perdona”). Volendo decidere in quale periodo dell’anno recarsi a Gradara, il suggerimento è quello di farlo in corrispondenza dei giorni in cui si tiene la kermesse “Medioevo a Tavola”, in occasione della quale le trattorie e i ristoranti locali diventano delle vere e proprie taverne del XV secolo.

Infine, una menzione d’onore è quella per il borgo di Corinaldo, che si trova nell’entroterra di Senigallia: circondato da una cinta muraria – ovviamente risalente al Medio Evo – imponente e affascinante, è anche terra di vigneti e, quindi, meta privilegiata di chi ha la passione per il vino.

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