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RITARDO AEREO PER DELLA SEMPLICE NEVE

Inutile girarci intorno: molto spesso in Italia ci perdiamo in un bicchiere d’acqua. E a volte causiamo molti danni quando avremmo potuto non causarne. È quanto successo lo scorso marzo 2018 a Napoli, dove i passeggeri hanno addirittura dovuto chiedere un rimborso per un ritardo aereo causato… dalla neve! Calamità naturali o meno, il rimborso si può sempre richiedere: e se non ve lo danno, c’è www.flycare.eu.

Tanto rumore per nulla

Vi ricordate di Burian? Probabilmente no, focalizzati come siamo dai più recenti Caronte, Nerone e altri anti-cicloni di origine africana dai nomi greco-latini. D’altronde, da qualche anno la meteorologia ha preso l’abitudine di dare dei nomi mitologici e altisonanti alle ondate di caldo e di freddo che incombono sul Bel Paese.

E qui ci ricolleghiamo alla domanda iniziale: Burian fu l’ondata di gelo proveniente dalla Siberia che ha ghiacciato l’Italia da Nord a Sud nel periodo compreso tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo di quest’anno. Molte furono le nevicate, ma nella maggior parte delle città e delle regioni l’ondata fredda non ha portato neve, ma solo tanto, tantissimo gelo.

A parte, evidentemente Napoli: l’aeroporto della città partenopea è letteralmente raggelato – perdonate il gioco di parole di cattivo gusto – alla notizia e all’arrivo di questo vento freddissimo cancellando o causando ritardo aereo a tutti i voli, preoccupato che la neve potesse raggiungere la metropoli dalle montagne campane o dal Vesuvio. E, in effetti, qualcosa è successo.

Il resoconto che qui riportiamo riguarda la giornata del 26 Febbraio 2018, giorno in cui Napoli si è svegliata sotto un cielo grigio scuro, carico di precipitazioni e dall’aria tagliente talmente era fredda. Tuttavia, i voli erano confermati. Improvvisamente, però, la neve ha effettivamente cominciato a scendere, senza che però venissero attivati servizi di manutenzione come spazzaneve e spargisale.

Addirittura le autostrade avevano iniziato a chiudere, causando code ai caselli e non pochi disagi: per esempio, chi doveva recarsi all’aeroporto di Napoli Capodichino doveva per forza fare il giro dei colli napoletani guidando anche in maniera sostenuta per non rischiare di perdere il volo. Ma ormai non è una novità che una città italiana (anche se magari al Sud può essere comprensibile, vista la rarità di fenomeni nevosi) si dimostri totalmente impreparata e paralizzata alla prima nevicata.

L’aeroporto di Napoli – complice anche Ryanair – nel frattempo aveva già cominciato ad annunciare voli cancellati o con un importante ritardo aereo. Il tutto per una quantità di neve che non superava i 0,25cm.

In due non ne fanno una

Si può bloccare tutto per così poca neve? Sì, evidentemente si può. E la colpa non è solamente dell’aeroporto di Napoli Capodichino. Ci si è messa anche Ryanair, siccome non è troppo al centro dell’attenzione per altri episodi di ritardo aereo dovuti a scioperi o motivazioni non meglio specificati. Infatti, se dopo la breve nevicata i voli delle altre compagnie hanno ripreso e sono ripartiti, Ryanair ha deciso di non fare come la massa e soprattutto i voli per London Stansted sono rimasti fermi.

Inutili sono stati i viaggi interni all’aeroporto dei passeggeri alla ricerca del personale Ryanair in modo da capire se si trattasse di cancellazione o di ritardo aereo e se in caso ci potesse essere anche un rimborso. In aggiunta, i tabelloni dell’aeroporto dichiaravano il falso, mostrando orari di imbarco e partenza che si rivelavano inesatti. A detta dei passeggeri, comunque, il personale non si è rivelato capace ad aiutare, come fosse sparito lasciando i clienti nel caos. Clienti che potevano anche perdere viaggi importanti.

Il ritardo aereo di quei voli ha in alcuni casi superato le cinque ore – è passibile di rimborso – dimostrando non solo che l’aeroporto non ha saputo gestire un po’ di neve, ma anche Ryanair. Due enti – di cui un colosso che fattura miliardi l’anno – che sono andati in crisi per 0,25cm di neve.

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