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Viaggi in moto? scegli il casco integrale o il casco modulare?

Se sei in procinto di partire per un viaggio e di acquistare un casco nuovo, potresti essere indeciso tra un modello integrale e un modello modulare: si tratta di un dubbio che riguarda non solo i neofiti, ma anche i motociclisti più esperti che per lungo tempo hanno sempre prediletto una sola tipologia ma che hanno pensato di mettere alla prova anche la soluzione alternativa. Quando scegli il casco modulare con materiale resistente più adatto alle tue esigenze, devi tenere conto dei pro e dei contro che un accessorio di questo tipo ti garantisce.

Il confronto tra casco integrale e casco modulare

Un primo criterio per il paragone può essere rappresentato dal peso: i caschi modulari si basano su una costruzione più elaborata e complessa, ed è per questo motivo che hanno un peso superiore. Come in tutte le regole, però, anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni: se il casco modulare Nolan N104 ha un peso di 1 chilo e 560 grammi e quello integrale N87, sempre dello stesso marchio, arriva a 1 chilo e 420 grammi, ecco che un modulare di un altro brand – l’X-1003 di X-Lite – si ferma a 1 chilo e 480 grammi, vale a dire a metà strada tra le due proposte precedenti. Il merito è da attribuire alla sua particolare composizione, che non è in policarbonato ma in fibre composite.

Un etto di differenza è davvero tanto quando si parla di peso di un casco e, quindi, di carico sul collo: occorre prendere in considerazione la pressione dell’aria, che può essere un problema di non poco conto con l’incremento della velocità, specialmente in occasione dei tragitti più lunghi. Non è un caso, per altro, che nel confronto tra i due caschi modulari quello più leggero abbia un costo maggiore di 150 euro. Ecco perché le differenze non vanno individuate unicamente nella tipologia, ma anche e soprattutto nelle modalità costruttive e nei materiali.

Quale casco è più confortevole?

Per capire se sia meglio optare per un casco integrale o per un casco modulare si può prendere in considerazione anche il livello di comfort assicurato dalle due proposte. Il casco integrale è, senza alcun dubbio, meno rumoroso nel corso della marcia, dal momento che non produce tutti quei fruscii aerodinamici che sono dovuti all’impatto con l’aria della calotta segmentata di un casco apribile. Ovviamente, anche il tipo di moto è determinante da questo punto di vista, così come una variabile decisiva è rappresentata da come la moto e il casco vengono utilizzati. Per esempio, una turistica carenata dotata di un parabrezza voluminoso espone meno rispetto a una naked, che – di conseguenza – è sinonimo di più rumore. In città, invece, non ci sono particolari differenze tra i due tipi di caschi.

Certo è che il modulare offre un vantaggio decisamente apprezzabile quando fa caldo, vale a dire l’opportunità di tenere la mentoniera aperta. Anche quando ci si ferma, per esempio per fare benzina, si può alzare la mentoniera senza che si sia costretti a togliersi il casco. Chi è abituato a usare i caschi integrali si potrebbe domandare se i modulari siano altrettanto sicuri. Il dibattito sul tema è aperto: Arai fino a qualche tempo fa aveva persino rinunciato a realizzare caschi modulari, ma tra poco si dedicherà anche alla produzione di questi modelli, quando le loro prestazioni sul fronte della sicurezza saranno paragonabili a quelle dei caschi integrali.

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